La cardiomiopatia atriale come legame tra la fibrillazione e l’ictus cerebri. Implicazioni cliniche e implicazioni diagnostico-terapeutiche future

Francesca Mantovani, Antonello D’Andrea, Massimiliano Rizzo, Alessia Gimelli, Giovanna Di Giannuario, Georgette Khoury, Valeria Pergola, Vincenzo Polizzi, Granit Rabia, Marco Campana, a nome dell’Area Cardioimaging dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)

RIASSUNTO: La cardiomiopatia atriale è caratterizzata da rimodellamento fibrotico, elettrico, meccanico ed autonomico del tessuto atriale sinistro. Esistono numerosi metodi per identificare la cardiomiopatia atriale, che includono ECG, biopsia tissutale, imaging cardiaco ed i marcatori bioumorali. Negli ultimi anni si sono accumulate evidenze sul fatto che gli individui che presentano marker di cardiomiopatia atriale abbiano un incrementato rischio di sviluppare sia fibrillazione atriale che ictus cerebrale. È oggetto della presente rassegna presentare la cardiomiopatia atriale come entità fisiopatologica e clinica, descrivere i metodi per rilevarla e le eventuali implicazioni diagnostico-terapeutiche che il suo rilievo potrebbe comportare nella nostra pratica clinica.