Uno strano caso di doppio ictus: Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Letizia Riva, Luca Canovi, Giulia Bugani, Mauro Gentile, Stefano Forlivesi, Luana Gentile, Luigi Simonetti, Andrea Zini, Gianni Casella

RIASSUNTO: La diagnosi eziologica dell’ictus ischemico è determinante per la prevenzione secondaria, ma spesso difficoltosa per la complessità dei pazienti affetti da plurime comorbilità cardiovascolari, ognuna delle quali potenziale causa di ictus. Il presente caso clinico riguarda un paziente di 84 anni affetto da cardiomiopatia dilatativa con severa disfunzione sistolica ventricolare sinistra, portatore di defibrillatore in prevenzione primaria, ricoverato per ictus ischemico aterotrombotico trattato conservativamente e successivamente sottoposto a tromboendoarterectomia carotidea per rilievo di placca mista ulcerata della carotide interna destra. Ad una settimana dalla dimissione si è assistito a recidiva di ictus ischemico, ma in questa occasione di natura cardioembolica da trombosi dell’auricola sinistra in assenza di fibrillazione atriale. Un’analisi attenta dei fattori di rischio del paziente, del quadro clinico e delle neuro-immagini ha permesso di arrivare alla corretta diagnosi differenziale dei due eventi ischemici cerebrali. Il caso si distingue inoltre per l’evenienza di trombosi dell’auricola sinistra nel contesto di severa disfunzione sistolica ventricolare sinistra in assenza di fibrillazione atriale. In uno stesso paziente la recidiva di ictus non ha sempre la stessa eziopatogenesi e alla luce di tale complessità diagnostica la valutazione multidisciplinare neurologica e cardiologica è fondamentale per la gestione e la cura dei pazienti.