Efficacia nel mondo reale delle attuali strategie per la riduzione del colesterolo LDL dopo sindrome coronarica acuta. Cambiare il paradigma di trattamento

Marco Zuin, Gianluca Rigatelli, Pasquale Caldarola, Furio Colivicchi, Loris Roncon, Claudio Bilato

RIASSUNTO: Le attuali linee guida sulla gestione delle dislipidemie promulgate dalla Società Europea di Cardiologia e dalla Società Europea per l’Aterosclerosi, raccomandano, dopo una recente sindrome coronarica acuta (SCA), una riduzione dei livelli di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (C-LDL) ≥50% rispetto ai valori basali e il raggiungimento di una soglia <1.4 mmol/l (<55 mg/dl) (raccomandazione di classe I, livello di evidenza A). Nel mondo reale, tuttavia, una bassa percentuale di pazienti viene trattata con la terapia ipolipemizzante raccomandata, con la conseguenza che solo una minoranza di soggetti raggiunge i target lipidici consigliati. Sono stati analizzati sette recenti studi europei che riportano i dati sul controllo lipidico relativi a 36 354 pazienti a rischio molto elevato per un precedente evento ischemico coronarico. Globalmente, solo il 12.1% (intervallo di confidenza 95% 9.8-13.5) ha raggiunto i livelli di C-LDL raccomandati, confermando l’enorme divario esistente tra le linee guida attuali e la pratica clinica. Tra le molteplici ragioni di tale preoccupante divario vi è la sostanziale impraticabilità della strategia “stepwise”, che sebbene razionale sotto il profilo teorico risulta scarsamente applicabile nella realtà attuale, sottolineando la necessità di nuove strategie ed algoritmi terapeutici. Sulla base di tali osservazioni è stato elaborato un protocollo operativo per l’appropriata gestione dei livelli di C-LDL nei pazienti post-SCA sia in termini di scelta terapeutica che di timing di utilizzo del trattamento.