L’intelligenza artificiale in cardiologia

Gian Luigi Nicolosi, Giancarlo Casolo

RIASSUNTO: L’intelligenza artificiale (IA) in cardiologia costituisce una grande opportunità da cogliere e governare per supportare l’intelligenza umana, non per sostituirla. Grazie all’aiuto dell’IA il cardiologo “umano analogico” potrà probabilmente operare sempre meglio, con maggiore efficacia ed efficienza, oltre che con maggiore precisione, tempestività, eticità e adeguamento ai bisogni di ogni singolo paziente. L’IA non ha però ancora compenetrato estesamente il tessuto della cardiologia e non ha ancora superato alcuni ostacoli e sfide che dovranno venire affrontati, quali, ad esempio, i limiti etici al suo utilizzo, i conflitti di interessi nei riguardi degli sviluppatori di IA, il miglioramento degli algoritmi matematici, la trasparenza o l’opacità delle procedure, la certificazione dei prodotti, le modalità e l’estensione dell’acquisizione dei dati in input, la cyber security, la privacy, la necessità di una intensa collaborazione e coordinamento, fin dagli inizi dei progetti, fra le più diverse figure professionali coinvolte, sia esperte che non di IA, quali medici, altre professioni sanitarie, pazienti, ingegneri, matematici, statistici e garanti etici. In particolare, e nel caso specifico, l’autonomia del cardiologo andrà rispettata e prevista nella supervisione degli output di sistema post-training e durante i test di validazione. Questo alimenta anche il rispetto della trasparenza ed esplicabilità degli stessi applicativi. È quindi necessario prepararsi a quella che si presenta come una possibile grande rivoluzione culturale, anche se sarà necessario superare numerosi ostacoli e difficoltà.