La cardiologia vista attraverso i social media

Silvia Castelletti, Stefania Angela Di Fusco, Nunzia Borrelli, Felice Gragnano, Francesco Perone, Furio Colivicchi

RIASSUNTO: Medici, ricercatori e società scientifiche hanno iniziato ad essere sempre più presenti sui social media (SoMe), considerati ormai una componente essenziale della comunicazione e dell’aggiornamento scientifico. Recenti studi mostrano come più un lavoro scientifico è condiviso sui SoMe, tanto più viene citato, indipendentemente dall’argomento e dagli autori. In questo i SoMe sono molto democratici: non importa il titolo accademico per essere popolare sui SoMe, importa quello che dici e fai; allo stesso modo non importa quanto tu sia presente sui SoMe, se il tuo lavoro scientifico è apprezzato e condiviso sui social, esso verrà citato indipendentemente dal fatto che tua abbia un profilo social. Il rischio, tuttavia, è quello di una sopravvalutazione di alcune figure sui SoMe. Da qui, la proposta di un nuovo indice, il Kardashian index, che mette in correlazione le citazioni di un ricercatore ed il numero di persone che lo seguono sui SoMe. Anche le società e le riviste scientifiche si sono accorte dell’importanza dei SoMe e negli ultimi anni sono stati creati profili ufficiali di riviste mediche e case editrici. Pertanto, accanto al classico impact factor di una rivista, adesso le case editrici guardano sempre con maggiore attenzione anche altri parametri, come l’Altmetric score, una “metrica alternativa” che tiene conto non solo delle citazioni ricevute da un articolo ma anche del numero di download, visite online, menzioni sui SoMe, canali televisivi, giornali non scientifici, siti web e blog. La pandemia COVID-19 ha determinato un aumento dell’utilizzo dei SoMe per la diffusione dei contenuti scientifici, in particolare durante i congressi. È importante quindi comprendere i pro ed i contro dei SoMe considerando che, nel prossimo futuro, potrebbero essere utilizzati come concreti strumenti per l’educazione continua in medicina.