Gestione del paziente anziano in unità di terapia intensiva cardiologica: tra appropriatezza diagnostico-terapeutica e futilità

Roberta Rossini, Daniela Chiappetta, Marco Ferlini, Simona Giubilato, Nicola Gasparetto, Carlotta Sorini Dini, Paolo Trambaiolo, Fabrizio Oliva, Serafina Valente, Furio Colivicchi

RIASSUNTO: La quota di pazienti anziani che vengono attualmente ricoverati nelle unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) sta aumentando in modo significativo. Se da un lato le opzioni diagnostico-terapeutiche offrono al giorno d’oggi innumerevoli possibilità di assistenza clinica, dall’altro si impone nella gestione, specie dei pazienti anziani, una valutazione individuale nella garanzia di mantenimento di proporzionalità di cure. È fondamentale, peraltro, evitare procedure o trattamenti che risulterebbero futili. Per contro, la disponibilità di metodiche diagnostico-terapeutiche sempre più mini-invasive, consente di spingerci più avanti nelle decisioni assistenziali, pur mantenendo la proporzionalità di cure. In quest’ottica, appare sempre più evidente come il dato anagrafico di per sé non possa e non debba rappresentare una preclusione ai trattamenti, anche più avanzati. Questa rassegna prenderà in considerazione le principali patologie che possono condurre al ricovero in UTIC di pazienti anziani e grandi anziani e cercherà di delineare delle indicazioni gestionali che potranno agevolare il cardiologo in difficili scelte cliniche.