Classificazione, caratteristiche cliniche e strategie diagnostiche delle masse cardiache

Francesco Angeli, Michele Fabrizio, Pasquale Paolisso, Ilenia Magnani, Luca Bergamaschi, Lorenzo Bartoli, Andrea Stefanizzi, Matteo Armillotta, Angelo Sansonetti, Sara Amicone, Andrea Impellizzeri, Francesco Pio Tattilo, Nicole Suma, Francesca Bodega, Lisa Canton, Andrea Rinaldi, Alberto Foà, Carmine Pizzi

RIASSUNTO: Le masse cardiache sono un’entità clinica eterogenea in cui sono inclusi i tumori primitivi benigni, i tumori primitivi maligni, le metastasi e gli pseudotumori. Questi ultimi rappresentano un gruppo variegato formato da tutte le neoformazioni di natura non neoplastica (trombi, varianti anatomiche, vegetazioni infettive e non, cisti, ecc.). Sebbene i tumori primitivi cardiaci siano entità rare, i secondarismi e gli pseudotumori sono relativamente frequenti. L’iter diagnostico non invasivo di una massa cardiaca non è ancora chiaramente definito in letteratura: sebbene l’ecocardiogramma sia di per sé sufficiente per la diagnosi di trombi, vegetazioni valvolari o alcuni tumori (essenzialmente mixomi e fibroelastomi), a causa della scarsa caratterizzazione tissutale in altri contesti esso risulta non dirimente nel definire il comportamento biologico della massa in esame. Sono sempre maggiori le evidenze a supporto dell’impiego di metodiche di imaging di secondo livello (tomografia computerizzata cardiaca, risonanza magnetica cardiaca) e terzo livello (tomografia ad emissione di positroni), permettendo di definirne l’eventuale malignità pur in assenza di referto bioptico, fulcro decisionale per il successivo approccio terapeutico. Scopo di questa rassegna della letteratura è descrivere le tecniche diagnostiche non invasive più utilizzate nel contesto di una massa cardiaca, definendo per ciascuna di esse indicazioni, potenzialità e limiti e proporre un percorso diagnostico utile nella pratica clinica.