Epidemiologia dell’endocardite infettiva nelle persone che assumono sostanze stupefacenti per via endovenosa

Paolo Crociani, Luciano Schivazappa

RIASSUNTO: Recentemente cinque studi nordamericani hanno riportato 471 casi di endocardite infettiva (EI) in persone che assumevano sostanze stupefacenti per via venosa (PEV) su 1858 (25.34%), mentre tre studi europei hanno rilevato, su 1225 casi di EI, 263 PEV (21.46%). L’età media delle PEV nordamericane con EI è stata di 32-38 anni, di quelle europee di 41-44 anni. Negli studi nordamericani ed europei lo Staphylococcus aureus è risultato la prima causa di EI in PEV (67.30% e 66.15%). L’infezione coinvolge la valvola tricuspide nel 90% e le valvole mitrale ed aortica in meno del 15% dei casi; la mortalità è del 2.0-2.5%. Nel Nord America e in Europa gli streptococchi hanno causato EI rispettivamente nel 10.61% e nel 10.64% dei casi, gli enterococchi nel 6.58% e nel 9.50% dei casi. Le altre eziologie sono state dell’1-2%. L’eziologia polimicrobica ha riguardato quasi il 6% dei casi nordamericani e quasi il 10% di quelli europei. I nuovi episodi (25-32%) sono soprattutto reinfezioni (fino all’86.4%). La mortalità ospedaliera del primo episodio di EI nelle PEV non è stata significativamente differente da quella osservata nei non tossicodipendenti. In due studi, statunitense e britannico, la sopravvivenza a 10 anni nelle PEV e nei non tossicodipendenti è stata rispettivamente sovrapponibile (69.5% vs 68.7%) e significativamente differente (43.8% vs 83.5%).