Infarto miocardico di tipo 2: aspetti diagnostici, terapeutici e prognostici

Andrea Santucci, Claudio Cavallini

RIASSUNTO: L’infarto miocardico di tipo 2 è la necrosi ischemica dei cardiomiociti dovuta a squilibrio tra domanda e offerta di ossigeno. Le cause più comuni sono chirurgia, sepsi, aritmie, ipo-ipertensione. I pazienti con infarto miocardico di tipo 2, patologia che costituisce circa il 25% del totale degli infarti miocardici, presentano maggiori comorbilità e sono più anziani dei pazienti che vanno incontro a infarto di tipo 1. La diagnosi non richiede coronarografia, che tuttavia può essere utile per la diagnosi differenziale con sindrome coronarica acuta. La prognosi in questi pazienti è grave, per un’elevata mortalità non cardiovascolare e cardiovascolare. Il trattamento è poco codificato e prevede la gestione degli eventi trigger e/o il trattamento della coronaropatia sottostante, che spesso è presente; l’impatto della rivascolarizzazione ha un beneficio incerto. Studi in corso forniranno informazioni utili per la corretta gestione di questa patologia complessa.