Razionale. L’embolia polmonare (EP) acuta rappresenta una complicanza frequente e prognosticamente rilevante dell’infezione da COVID-19. Materiali e metodi. Abbiamo eseguito una revisione sistematica e metanalisi, secondo le linee guida PRISMA, per determinare il tasso ospedaliero di EP acuta, sulla base di studi italiani pubblicati sul tema. Abbiamo utilizzato PubMed e Scopus per individuare tutti gli articoli pubblicati tra febbraio 2020 e il 15 ottobre 2021, riportanti l’incidenza di EP acuta nei pazienti italiani con COVID-19. Il tasso ospedaliero aggregato di EP acuta è stato calcolato utilizzando un modello a effetti casuali e presentato con relativo intervallo di confidenza (IC) al 95%. Risultati. Complessivamente sono stati analizzati i dati di 3287 pazienti italiani con COVID-19 (età media 65.7 anni) inclusi in 20 studi. Il tasso ospedaliero aggregato per EP acuta è stato del 20% (IC 95% 13.4-28.7%; I2 = 95.1%); questo risultava minore tra i pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva (UTI) (32.3%; IC 95% 20.2-44.0%; I2 = 77.2%) rispetto a quelli ricoverati in reparti di degenza ordinaria (47.6%; IC 95% 18.7-78.2%; I2 = 94.4%). La meta-regressione ha mostrato una correlazione diretta significativa con la proporzione di EP acuta utilizzando l’età, il sesso maschile e la precedente malattia coronarica come variabili di moderazione. Al contrario, è stata osservata una correlazione inversa rispetto all’uso di anticoagulanti a dosi terapeutiche. L’anticoagulazione profilattica e terapeutica è stata somministrata nell’80.2% dei pazienti (IC 95% 72.5-86.2%; I2 = 91.0%); il primo regime è stato utilizzato più frequentemente rispetto al secondo (63.5% vs 14.3%; p<0.001). L’angio-tomografia è stata utilizzata solo nel 10.7% dei pazienti COVID-19 in 7 studi. Conclusioni. In Italia, un paziente COVID-19 su cinque ha manifestato EP acuta come complicanza dell’infezione durante il ricovero. Il tasso intraospedaliero di EP acuta era inferiore in UTI rispetto a quella delle degenze ordinarie. L’angio-tomografia è stata scarsamente utilizzata. L’anticoagulazione profilattica precoce era associata ad un minor tasso di EP acuta.