Sacubitril/valsartan nel paziente oncologico con cardiotossicità: abbiamo una nuova arma nel nostro arsenale terapeutico?

Massimiliano Camilli, Irma Bisceglia, Maria Laura Canale, Giuseppe Di Tano, Fabrizio Oliva, Domenico Gabrielli, Michele Massimo Gulizia, Furio Colivicchi

RIASSUNTO: Nel paziente con cancro, la disfunzione miocardica e lo scompenso cardiaco (SC) congestizio, spesso descritti con il termine di cardiotossicità, sono le complicanze cardiovascolari più pericolose della terapia antineoplastica e determinano un incremento della morbilità e della mortalità, nonché l’interruzione precoce della terapia oncologica. Numerosi sforzi di ricerca sono stati compiuti per prevenire e trattare questo fenomeno, in particolare attraverso la somministrazione precoce di farmaci che inducono il blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone. Sacubitril/valsartan, la combinazione di un bloccante del recettore dell’angiotensina e un pro-farmaco inibitore della neprilisina, ha recentemente rappresentato un punto di svolta nello scenario del trattamento dell’insufficienza cardiaca a frazione di eiezione ridotta. Tuttavia, i pazienti con SC indotto da farmaci cardiotossici non sono stati arruolati nello studio registrativo. Pertanto, la definizione di efficacia e sicurezza in tale popolazione richiede ancora ulteriori indagini. Le evidenze disponibili, seppur rappresentate solo da casi clinici o studi osservazionali, sembrano confermare il ruolo promettente di questa nuova opportunità farmacologica, aprendo le porte all’utilizzo di sacubitril/valsartan nel campo della cardio-oncologia. La prevenzione e il trattamento dello SC in questi pazienti altamente vulnerabili è di fondamentale importanza, al fine di consentire un trattamento oncologico completo e migliorare la sopravvivenza globale, evidenziando la necessità di studi prospettici mirati.