Le complicanze meccaniche dell'infarto miocardico acuto: dalla diagnosi al trattamento

Matteo Matteucci, Daniele Ronco, Giulio Massimi, Michele Di Mauro, Roberto Lorusso

RIASSUNTO: Le complicanze meccaniche dell’infarto miocardico acuto includono la rottura della parete libera del ventricolo sinistro, la rottura del setto interventricolare e la rottura del muscolo papillare. Con l’avvento delle tecniche di riperfusione coronarica percutanea, come trombolisi e angioplastica primaria, questi eventi hanno registrato un costante e netto calo di incidenza verificandosi attualmente in meno dello 0.3% dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Tuttavia, negli ultimi due decenni non si è assistito a una parallela riduzione della mortalità associata. Inoltre, durante la pandemia COVID-19 in corso, si è osservato un possibile aumento delle suddette complicanze nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST. Una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono cruciali per migliorarne l’outcome. Anche se sono disponibili alcune tecniche di riparazione percutanea con dispositivo, il trattamento chirurgico rimane il “gold standard” per queste catastrofiche complicanze dell’infarto miocardico acuto. La tempistica dell’intervento, anche in relazione al tipo di complicanza e allo stato clinico del paziente, e l’eventuale ruolo di supporti meccanici al circolo prima e dopo l’intervento, rappresentano ancora argomenti di discussione in attesa di chiarimento.