Razionale. La pandemia COVID-19 da SARS-CoV-2 ha determinato ampie variazioni del follow-up ambulatoriale di pacemaker (PM) e defibrillatori impiantabili (ICD). Questo lavoro retrospettivo ha valutato le modalità e le conseguenze cliniche della riorganizzazione dei controlli di PM/ICD durante la pandemia presso gli ambulatori ospedalieri di Ravenna e Lugo (RA). Materiali e metodi. Sono stati valutati tutti i controlli programmati in persona di PM/ICD del periodo marzo-dicembre 2020. Basandosi sulla funzionalità nota del dispositivo e sulla disponibilità del monitoraggio remoto (MR), i controlli sono stati eseguiti oppure rinviati ad altra data. Sono stati analizzati modalità di effettuazione del controllo ed eventi clinicamente significativi correlati a PM/ICD, distinti in malfunzioni gravi e in problemi correggibili con riprogrammazione. Risultati. Sono stati rinviati il 27% dei controlli in persona previsti (n = 576) (36% degli ICD e 25% dei PM), con picco del 62% in marzo-maggio. Il MR ha sopperito ai rinvii in quasi tutti gli ICD e nel 63% dei PM. Il ritardo dei controlli in persona causato dai rinvii è stato di 5.6 ± 1.1 mesi per gli ICD e 4.7 ± 1.2 mesi per i PM; nel 24% degli ICD l’intervallo fra controlli in persona è risultato ≥18 mesi. Si sono verificati 56 eventi clinicamente significativi (n=18 [4.4%] per gli ICD, n=38 [2.1%] per i PM), fra cui nessun decesso e 21 malfunzioni severe (4 [1%] per gli ICD, 15 [0.8%] per i PM). Il MR ha identificato tutte le malfunzioni degli ICD, mentre non era disponibile nei PM coinvolti. Rispetto al 2019, solo le malfunzioni severe dei PM sono aumentate in maniera non significativa. Le trasmissioni mensili del MR sono risultate incrementate di 2.3 volte. Conclusioni. In un singolo centro, i rinvii dei controlli in persona di PM/ICD indotti dalla pandemia COVID-19 sono stati rilevanti, con ritardi oltre i limiti precedentemente raccomandati. Ciò non ha determinato un incremento significativo delle malfunzioni, in particolare quando il MR era disponibile.