Prolasso valvolare mitralico e disgiunzione mitro-anulare. La consapevolezza di un possibile substrato aritmico

Chiara Chiti, Vanda Parisi, Elisabetta Tonet, Marco Cocco, Ferdinando Pasquale, Valentina Ferrara, Matteo Minnucci, Riccardo Baldassarre, Raffaello Ditaranto, Angelo Giuseppe Caponetti, Giulia Saturi, Nazzareno Galiè, Gianluca Campo, Elena Biagini

RIASSUNTO: Sebbene il prolasso valvolare mitralico costituisca una condizione frequente e benigna, in alcuni contesti può correlare con un aumentato rischio aritmico e di morte cardiaca improvvisa, in particolare se associato alla disgiunzione mitro-anulare. Questa rappresenta una variante anatomica dell’anello mitralico determinata da una differente inserzione del lembo posteriore a livello della giunzione. Indipendentemente dall’associazione con il prolasso valvolare mitralico, la disgiunzione mitro-anulare è associata a un profilo aritmico più severo. Per tale motivo, il riconoscimento di tale entità è di fondamentale importanza per intercettare i pazienti con un maggior rischio di sviluppare aritmie. Ad oggi non vi sono certezze sulla stratificazione del rischio aritmico e sulla gestione terapeutica, spesso empirica e basata sull’esperienza del singolo centro. Studi futuri saranno necessari per definire l’efficacia della terapia medica, dell’ablazione transcatetere, il ruolo della correzione chirurgica della valvulopatia nella riduzione del rischio aritmico e la funzione del defibrillatore in prevenzione primaria.