È il momento per implementare i Centri per l'Arresto Cardiaco in Italia? L'esperienza integrata nel decennio 2009-2019 tra area metropolitana ed Ospedale Maggiore di Bologna

Federico Semeraro, Gianni Casella, Lorenzo Gamberini, Vincenzo Maurizio Bua, Roberto Piperno, Laura Simoncini, Alessandro Capecchi, Valeria Carinci, Luca Zucchini, Michele Imbriani, Andrea Zini, Enrico Ferri, Marco Tartaglione, Piergiorgio Cavallo, Cosimo Picoco, Carlo Coniglio, Giovanni Gordini

RIASSUNTO: L’arresto cardiaco (AC) è la terza causa di decesso in Europa. Questo articolo ha l’obiettivo di evidenziare i trattamenti disponibili nella gestione precoce dell’AC ed offre una disamina delle evidenze attualmente disponibili sulle strategie di implementazione di Centri per l’AC. Viene descritta l’esperienza dell’Ospedale Maggiore di Bologna negli ultimi 11 anni unitamente ai vari trattamenti applicati al paziente in AC e il loro impatto sul miglioramento degli esiti. Il nuovo approccio “Systems Saving Lives” si presenta come una potenziale modalità di implementazione dei sistemi sanitari italiani coinvolti nella gestione del paziente con AC. Infine, vengono illustrate le prospettive future di implementazione di questo modello di trattamento dell’AC in Italia, invitando gli operatori sanitari coinvolti nel trattamento dei pazienti a considerare un approccio multidisciplinare (es. cardiologo, medico di emergenza, neurologo, fisiatra, radiologo e intensivista).