Follow-up del paziente dopo sindrome coronarica acuta: il progetto PONTE-SCA Puglia

Nicola Locuratolo, Pietro Scicchitano, Ettore Antoncecchi, Pierangelo Basso, Massimo Vincenzo Bonfantino, Filomena Brescia, Francesco Carrata, Giulia De Martino, Raffaella Landriscina, Saverio Lanzone, Adele Lillo, Francesco Massari, Sergio Musci, Vincenzo Palumbo, Claudio Paolillo, David Rutigliano, Sergio Rutigliano, Lucia Sublimi Saponetti, Giuseppe Scalera, Teresa Spadafina, Elisabetta Squiccimarro, Francesco Tota, Pasquale Caldarola

RIASSUNTO: Razionale. Il paziente dimesso dopo sindrome coronarica acuta (SCA) necessita di uno stretto follow-up al fine di ottimizzare la terapia a lungo termine e prevenire eventi avversi. Lo scopo del progetto PONTE-SCA Puglia è di valutare l’impatto che l’adozione di un programma di gestione integrata tra ospedale e territorio può determinare sulla persistenza ai trattamenti raccomandati e sugli outcome a lungo termine dei pazienti dimessi con diagnosi di SCA. Materiali e metodi. Si tratta di uno studio prospettico, longitudinale, di coorte che ha arruolato pazienti affetti da SCA e/o sottoposti a rivascolarizzazione coronarica nei centri Hub della ASL Bari. I pazienti sono stati sottoposti a visita cardiologica ed esami ematochimici di controllo a 30 giorni, 3 mesi, 6 mesi ed 1 anno dall’evento indice. Sono stati considerati i seguenti endpoint: morte da tutte le cause, recidiva di SCA/ischemia cardiaca/angina, restenosi/ trombosi intrastent, ictus/attacco ischemico transitorio cerebrale, scompenso cardiaco, sanguinamenti da tutte le cause. È stata valutata l’aderenza e la persistenza alle terapie consigliate e la percentuale dei soggetti che hanno raggiunto i target raccomandati. Risultati. Sono stati arruolati 2476 pazienti (età media 67.2 ± 12.0 anni, 77.4% maschi). Ad 1 anno di follow-up, il 99.5% (p<0.05) dei pazienti era in terapia con statine, il 16.1% con ezetimibe (p<0.01) e il 9.9% (p<0.01) era in trattamento con inibitori della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9. La mortalità globale a 1 anno di follow-up è stata del 3.1%, mentre recidive di SCA/ischemia cardiaca/angina e restenosi/trombosi di stent sono risultati del 3% e 1.3%, rispettivamente. I sanguinamenti totali si sono attestati intorno al 2.2%. Conclusioni. Il progetto PONTE-SCA Puglia ha consentito di implementare un sistema di adeguata presa in carico del paziente dopo SCA, di organizzare un follow-up strutturato e condiviso dei pazienti dimessi dopo SCA e/o rivascolarizzazione coronarica, permettendo di migliorare l’adesione alle terapie raccomandate e mantenere relativamente ridotta l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori e sanguinamenti.