Importanza del processo assistenziale individualizzato nel paziente con sindrome coronarica acuta ricorrente, comorbilità multiple e sindrome depressiva. Descrizione di un caso clinico

Antonella Spinelli, Alfredo Macchiusi, Stefania Angela Di Fusco, Furio Colivicchi

RIASSUNTO: Le statine hanno effetti pleiotropici, il principale dei quali, l’azione antinfiammatoria, contribuisce alla riduzione degli eventi cardiovascolari e possiede un potenziale effetto antidepressivo. Presentiamo il caso di un paziente con rischio cardiovascolare molto alto affetto da sindrome depressiva, in cui è sopravvenuta una mielofibrosi idiopatica. L’interferenza farmacologica a livello del citocromo P450 tra l’antitumorale (ruxolitinib), l’atorvastatina e la sertralina ha imposto la sospensione degli ultimi due farmaci, sostituendo l’atorvastatina con una terapia di associazione (rosuvastatina/ezetimibe) ed iniziando una terapia cognitivo-comportamentale. Tale strategia ha consentito la prosecuzione della terapia antitumorale, con miglioramento del quadro ematologico, il raggiungimento dei target lipidici e la stabilizzazione dell’equilibrio psichico. Su quest’ultimo può aver contribuito oltre al trattamento cognitivo-comportamentale il potenziale effetto antidepressivo della statina.