Aterectomia rotazionale e strategia “Rota-staged PCI” in un paziente con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento del tratto ST: caso clinico e revisione della letteratura

Antonio Gabriele Franchina, Salvatore Davide Tomasello, Salvatore Adriano Azzarelli, Francesco Scardaci, Vincenzo Argentino, Francesco Amico

RIASSUNTO: L’aterectomia rotazionale (RA) rappresenta un’opzione per migliorare il trattamento delle stenosi calcifiche/non dilatabili, ma il suo utilizzo nei pazienti con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) e controverso. Questo caso clinico descrive un paziente con una stenosi occlusiva e severamente calcifica e la relativa gestione non descritta in letteratura. Un uomo di 67 anni con STEMI e stato trasportato al nostro laboratorio di Emodinamica. L’angiografia coronarica ha evidenziato un’occlusione acuta complessa dell’arteria coronaria destra, al contempo severamente calcifica. La ricanalizzazione del vaso e stata ottenuta con dilatazione con pallone, raggiungendo la stabilita clinica del paziente. E stata avviata la doppia terapia antiaggregante piastrinica ed e stata sospesa la procedura e programmata una ulteriore angioplastica di ottimizzazione mediante aterectomia rotazionale (“Rota-staged PCI”) ed impianto di stent, effettuata 6 giorni dopo fornendo un risultato angiografico e clinico ottimale. Il nostro proposito e stato quindi quello di gestire il paziente con STEMI con arteria coronaria occlusa e severamente calcifica in due tempi: un’angioplastica primaria per ricanalizzare rapidamente l’arteria e un’angioplastica “early staged” utilizzando RA per ottimizzare l’intervento di dilatazione e di impianto di stent riducendo al minimo il rischio di sotto-espansione o di complicanze intra-procedurali.