Eco-color Doppler transcranico: metodologia e utilità nello studio del forame ovale pervio nell'ictus criptogenetico

Antonello D'Andrea, Juri Radmilovic, Donato Mele, Giovanna Di Giannuario, Massimiliano Rizzo, Marco Campana, Lucia Riegler, Alessia Gimelli, Georgette Khoury, Stefano Strano, Antonella Moreo, a nome dell'Area Cardioimaging dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)

RIASSUNTO: Lo studio ecografico Doppler delle arterie cerebrali (Doppler transcranico, TCD) è utilizzato ampiamente sia in regime ambulatoriale sia ospedaliero. Tale metodica si realizza ponendo una sonda a bassa frequenza (≤2 MHz) sullo scalpo del paziente su specifiche finestre acustiche, in modo tale da poter visualizzare i vasi arteriosi intracranici, valutare la velocità di flusso cerebrale e la sua alterazione nelle differenti condizioni fisiopatologiche. Oggigiorno una valida indicazione per il TCD nei pazienti ambulatoriali è la ricerca di shunt destro-sinistro, presente nella cosiddetta “embolia paradossa”, maggiormente dovuta alla pervietà del forame ovale pervio, responsabile della maggior parte degli ictus criptogenetici che si verificano nei pazienti di età <55 anni. Il TCD permette di classificare il grado di severità di tali shunt usando il cosiddetto “punteggio di valutazione del segnale microembolico”. Pertanto il TCD rappresenta un esame fondamentale per il cardiologo nella corretta diagnosi del forame ovale pervio, assumendo un ruolo importante come esame di primo livello per guidare il successivo management diagnostico-terapeutico. Inoltre il TCD ha trovato molteplici applicazioni anche in ambito neurologico. Utile nella ricerca di stenosi intracraniche vascolari e nell’identificazione di condizioni critiche, come il vasospasmo nelle emorragie subaracnoidee, il danno traumatico cerebrale, la morte cerebrale. Permette infine una valutazione della pressione intracranica e lo studio della reattività vasomotoria cerebrale.