La televisita per la cronicità in cardiologia: un “new normal” con molti benefici e qualche ostacolo

Francesco Fattirolli, Elisabetta Angelino, Carmine Riccio

RIASSUNTO: A seguito della pandemia COVID-19 la televisita ha forzatamente e improvvisamente sostituito la visita ambulatoriale anche per i cardiopatici cronici. Il suo utilizzo è stato finalizzato al monitoraggio dello stato clinico per identificare i pazienti instabili o a maggior rischio di instabilizzazione. Dopo la pandemia sarà inevitabile un incremento della cronicità cardiologica e pertanto diverrà necessario prevedere un uso sistematico della consultazione da remoto, mettendo in evidenza i fattori favorevoli, le resistenze e le implicazioni sulle relazioni tra pazienti, medici e tecnologia. La televisita dovrà diventare una delle modalità ordinarie di erogazione delle prestazioni e non un’eccezione, con una programmazione e regolamentazione in un sistema omogeneo di piattaforme su scala regionale all’interno delle quali dovranno operare i servizi, integrati con i “normali” percorsi di diagnosi e terapia. L’utilizzo dei sistemi digitali non potrà essere circoscritto a settori di popolazione, ma dovrà essere orientato alle capacità ed alle attitudini reali anche del cittadino/paziente meno giovane e meno competente. La sfida della medicina digitale si gioca sul fronte della cronicità: una formazione adeguata, il rispetto dei principi fondamentali di buona pratica medica, l’osservanza delle linee guida sulla governance delle informazioni, sono gli elementi che contribuiranno a favorire l’uso appropriato della televisita.