I farmaci anti-interleuchina (IL)-1 sono stati sviluppati per il trattamento di malattie autoinfiammatorie caratterizzate da iperproduzione di IL-1. La pericardite ricorrente idiopatica con fenotipo infiammatorio (febbre, leucocitosi, ed aumento della proteina C-reattiva) ha caratteristiche simili e risponde bene a questo trattamento. Attualmente in Italia è prescrivibile anakinra per le forme di pericardite ricorrente cortico-dipendente e colchicino-resistente. Anakinra è un inibitore ricombinante del recettore dell’IL-1 e blocca sia l’IL-1α (rilasciata dalle cellule pericardiche) che IL-1β (prodotta dalle cellule infiammatorie durante la pericardite). Il farmaco è prescritto alla dose di 2 mg/kg/die sottocute fino ad una dose massima di 100 mg/die sottocute per almeno 3-6 mesi con una successiva graduale riduzione della dose. Anakinra consente un rapido controllo dei sintomi dopo 1-2 iniezioni e una rapida e sicura riduzione e sospensione della terapia corticosteroidea concomitante. La colchicina può essere utilizzata in associazione ad anakinra. L’effetto collaterale più comune della terapia è rappresentato da reazioni cutanee in sede di iniezione, transitorie e trattabili con anstistaminici e cortisonici topici. Meno frequenti sono il rialzo delle transminasi (4-5%), infezioni cutanee e respiratorie (2-3%) e leucopenia (1-3%). Raramente gli effetti collaterali determinano una sospensione permanente del trattamento. Scopo di questa rassegna è fornire una guida pratica per il cardiologo clinico che ha ancora poca familiarità con questa nuova terapia.