Dimissione in giornata dopo angioplastica coronarica elettiva: esperienza iniziale di un singolo centro

Andrea Capoferri, Maddalena Degani, Andrea Ghedi, Paolo Sganzerla

RIASSUNTO: Razionale. L’angioplastica coronarica percutanea (PCI) è tradizionalmente una procedura basata sul ricovero ospedaliero del paziente. Tuttavia, l’uso sempre più diffuso dell’accesso radiale combinato all’evoluzione dei materiali impiegati e agli standard attuali di farmacoterapia hanno semplificato tale procedura riducendone significativamente le complicanze. Per tale ragione si potrebbe ipotizzare che l’ospedalizzazione nelle ore notturne successive alla procedura possa non apportare alcun vantaggio in termini di sicurezza del paziente. Scopo del presente lavoro è la descrizione dell’esperienza di un singolo centro nella dimissione in giornata dei pazienti elettivi sottoposti a PCI. Materiali e metodi. È stata effettuata un’analisi retrospettiva del database del laboratorio di emodinamica per gli anni 2016-2019. I pazienti, ricoverati in elezione, sottoposti a PCI e dimessi nella stessa giornata della procedura sono stati osservati in ambiente ospedaliero per almeno 6 h e poi intervistati telefonicamente entro le 24 h e 30 giorni dopo la dimissione. Risultati. Complessivamente 36 pazienti, di età media 66 ± 10 anni, sottoposti a PCI sono stati dimessi in giornata, rappresentando rispettivamente l’1.69%, 1.79%, 5.78% e 5.90% dei ricoverati in elezione per PCI. Tutti erano affetti da sindrome coronarica cronica e sono stati trattati per via radiale su un vaso (88.8%) o più vasi (12.2%) con buon risultato angiografico immediato. Sono stati registrati due sanguinamenti al punto di accesso nel periodo intraospedaliero, nessun evento dopo la dimissione entro le prime 24 h e un nuovo ricovero (3.9%) per emorragia gastrointestinale entro 30 giorni. Conclusioni. I risultati emersi da questa esperienza iniziale contribuiscono a confermare che la dimissione in giornata dopo PCI appare possibile e sicura. Questa potrebbe costituire in futuro, se questi dati preliminari verranno confermati su casistiche più grandi e meno selezionate, lo standard di cura per aumentare la soddisfazione del paziente, per migliorare la prestazione ospedaliera riducendone i costi senza influire negativamente sulle complicanze procedurali.