La pandemia COVID-19 in poco più di un anno ha causato 2.69 milioni di decessi e 122 milioni di contagi. Le misure di isolamento sociale e distanziamento hanno rappresentato per mesi l’unico strumento di prevenzione disponibile. La ricerca scientifica in uno sforzo senza precedenti è riuscita a sviluppare nell’arco di pochi mesi dei vaccini sicuri ed efficaci contro il COVID-19. Ad oggi nell’Unione Europea sono stati approvati quattro vaccini: Pfizer- BioNTech, Moderna, ChAdOx1 (Astra Zeneca/Oxford), Janssen (Johnson & Johnson) ed altri tre sono in fase di valutazione. L’attuazione di un programma di priorità vaccinale è quindi cruciale nel conseguimento del massimo beneficio del trattamento. Le malattie cardiovascolari sono tra le comorbilità più frequentemente associate alle infezioni severe da COVID-19, determinandone spesso una prognosi sfavorevole. Gli anziani affetti da malattie cardiovascolari sono quindi da considerare una categoria particolarmente vulnerabile, ma l’età non può essere l’unico fattore discriminante, in quanto anche pazienti di età giovane-adulta, che presentino gravi forme di cardiopatia, dovrebbero avere un accesso prioritario al programma vaccinale. Tale priorità si rende necessaria dal punto vista sanitario ed etico perché il numero limitato di vaccini non permetterà la vaccinazione di tutta la popolazione italiana in tempi brevi. Lo scopo di questo documento è quindi quello di stabilire una priorità nel calendario vaccinale tra i soggetti affetti dalle diverse forme di cardiopatia.