Ecografia del polmone: quello che il cardiologo dovrebbe conoscere

Antonello D'Andrea, Donato Mele, Stefano Palermi, Anna Lombardi, Giovanna Di Giannuario, Massimiliano Rizzo, Marco Campana, Gemma Marrazzo, Raffaella Scarafile, Alessia Gimelli, Georgette Khoury, Antonella Moreo, a nome dell'Area Cardioimaging dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)

RIASSUNTO: Negli ultimi anni l’ecografia polmonare ha acquisito un importante ruolo come valido strumento diagnostico al letto del paziente. Il polmone, poco esplorabile ecograficamente in condizioni fisiologiche, fornisce invece molte informazioni acustiche in caso di alterazioni patologiche che modificano i rapporti tra le componenti di aria, acqua e tessuto. La differente impedenza acustica di queste interfacce rende la parete toracica un potente riflettore di ultrasuoni ed è responsabile della creazione di un numero di artefatti che forniscono preziose informazioni sulla fisiopatologia polmonare. L’applicazione clinica dell’ecografia polmonare spazia dallo studio elettivo delle patologie parenchimali e pleuriche, alle condizioni di emergenza-urgenza come la diagnosi differenziale della dispnea, fino all’inquadramento diagnostico-prognostico dei pazienti affetti da polmonite da SARS-CoV-2.