Biomarcatori per la diagnosi e la gestione dello scompenso cardiaco: nuove frontiere

Giuseppe Vergaro, Vincenzo Castiglione, Alberto Aimo, Concetta Prontera, Veronica Musetti, Silvia Masotti, Elena Giannelli, Maristella Maltinti, Claudio Passino, Michele Emdin

RIASSUNTO: Lo scompenso cardiaco (SC) è caratterizzato da una fisiopatologia complessa che include attivazione neurormonale, infiammazione e stress ossidativo che, insieme alle comorbilità, sostengono il progressivo danno miocardico e rimodellamento cardiaco. A partire dallo studio di tali meccanismi, negli anni sono stati individuati numerosi analiti con potenzialità di biomarcatori nello SC. Le troponine ad elevata sensibilità e il soluble suppression of tumorigenesis-2 costituiscono i biomarcatori più promettenti nella stratificazione prognostica dello SC, con valore indipendente rispetto ai peptidi natriuretici. Altri biomarcatori attualmente in fase di valutazione come predittori prognostici nello SC sono galectina-3, fattore di crescita e differenziazione 15, porzione medio-regionale della pro-adrenomedullina e i marcatori di disfunzione renale. L’utilizzo di score multimarcatore e l’applicazione di indagini genomiche, trascrittomiche, proteomiche e metabolomiche potrebbero in futuro ulteriormente migliorare e personalizzare la gestione dello SC.