Documento di consenso ANMCO/SIC sulla gestione delle miocarditi

Manlio Cipriani, Marco Merlo, Domenico Gabrielli, Enrico Ammirati, Camillo Autore, Cristina Basso, Alida Caforio, Pasquale Caldarola, Paolo Camici, Andrea Di Lenarda, Andrea Frustaci, Massimo Imazio, Fabrizio Oliva, Patrizia Pedrotti, Martina Perazzolo Marra, Claudio Rapezzi, Stefano Urbinati, Massimo Zecchin, Pasquale Perrone Filardi, Furio Colivicchi, Ciro Indolfi, Maria Frigerio, Gianfranco Sinagra

RIASSUNTO: La miocardite è una malattia infiammatoria cardiaca che può presentarsi acutamente, come nel caso della miocardite acuta, o persistere come nel caso della miocardite cronica o nella cardiomiopatia infiammatoria cronica. I virus sono la causa scatenante più comune, anche se agenti differenti possono indurre una miocardite. La miocardite acuta colpisce soggetti relativamente giovani e gli uomini più delle donne. Le miocarditi hanno un ampio spettro di presentazione clinica e di evoluzione, anche se nella maggior parte dei casi possono risolversi spontaneamente. I pazienti con ridotta funzione ventricolare sinistra, con sintomi di scompenso cardiaco, con blocco atrioventricolare avanzato, con aritmie ventricolari o shock cardiogeno (queste ultime note come miocarditi fulminanti) sono ad aumentato rischio di morte o di trapianto cardiaco. Più subdola può essere la presentazione di una cardiomiopatia infiammatoria cronica con sintomi di scompenso cardiaco progressivi o comparsa di disturbi del ritmo, non raramente preceduti da un episodio infettivo. Le malattie autoimmuni o condizioni infiammatorie sistemiche possono essere un altro substrato predisponente le miocarditi, in particolare nelle donne. Altre cause emergenti di miocarditi sono le forme indotte da farmaci come le nuove terapie antitumorali degli inibitori dei checkpoint immunitari. In questo documento di consenso di esperti dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e della Società Italiana di Cardiologia (SIC) sulle miocarditi, vengono proposte le strategie diagnostiche preferenziali, identificando le possibili cause e suggerendo fattori associati ad un aumentato rischio. Vengono proposte inoltre possibili terapie e quando inviare i pazienti ai centri di riferimento, specialmente in caso di presentazione con instabilità emodinamica. Sebbene la biopsia endomiocardica sia lo strumento diagnostico invasivo che consente una diagnosi definitiva, e la differenziazione dei sottotipi istologici (linfocitario vs eosinofilico vs gigantocellulare), non è sempre facilmente disponibile nel contesto acuto in tutti i centri. Per questo proponiamo quando questo esame è necessario, quando può essere posticipato oppure quando può essere sostituito dalla risonanza magnetica cardiaca. Questo documento riflette la prospettiva italiana della gestione dei pazienti con miocardite e del loro follow-up tenendo presente gli attuali documenti di consenso statunitensi ed europei.