La modulazione della contrattilità cardiaca: un'opzione terapeutica per il paziente con insufficienza cardiaca refrattaria

Luigi Cappannoli, Roberto Scacciavillani, Erica Rocco, Francesco Perna, Maria Lucia Narducci, Francesca Augusta Gabrielli, Marcello Vaccarella, Domenico D'Amario, Gemma Pelargonio, Massimo Massetti, Filippo Crea, Nadia Aspromonte

RIASSUNTO: L’insufficienza cardiaca rappresenta l’epidemia cardiovascolare del XXI secolo, con prognosi ad oggi insoddisfacente e scarsa qualità della vita nonostante appropriate cure mediche. Negli ultimi due decenni solo due nuovi farmaci sono stati introdotti e ancor meno progressi sono stati fatti in merito ai dispositivi impiantabili. Infatti, il defibrillatore impiantabile rimane indicato per pazienti con frazione di eiezione ≤35% e la terapia di resincronizzazione cardiaca per quelli con QRS >130 ms ed evidenza di blocco di branca sinistra. Tuttavia, solo un terzo dei pazienti soddisfa tali criteri ed un’elevata percentuale di questi risulta poi non responder in termini di miglioramento dei sintomi. Proprio per pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica, frazione di eiezione compresa tra 25% e 45% e QRS <130 ms, non candidabili a resincronizzazione cardiaca, la modulazione della contrattilità cardiaca rappresenta una concreta opzione terapeutica, essendosi rivelata sicura ed efficace nel ridurre i ricoveri per scompenso e nel migliorare i sintomi, la capacità funzionale e la qualità della vita. Obiettivo di questa rassegna è dunque riassumere i presupposti fisiopatologici, le attuali indicazioni e i recenti sviluppi in merito alle nuove applicazioni della modulazione della contrattilità cardiaca per pazienti con insufficienza cardiaca cronica.