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Acromegalia e patologia cardiovascolare: una revisione sistematica

Susanna Mosca, Stefania Paolillo, Elisabetta Pirozzi, Sirio Conte, Francesco Lo Iudice, Francesco Gambardella, Giuseppe Della Ratta, Annapaola Cirillo, Alice Vitagliano, Pasquale Perrone Filardi

RIASSUNTO: Le complicanze cardiovascolari sono piuttosto frequenti nei pazienti acromegalici. Numerosi studi clinici hanno riportato un’aumentata prevalenza dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare ed un precoce sviluppo di disfunzione endoteliale e di alterazioni vascolari morfologiche, con conseguente aumento del rischio di malattia coronarica. L’esposizione cronica ad elevati livelli di ormone della crescita (GH) e di fattore di crescita insulino-simile (IGF-I) conduce inoltre allo sviluppo della cosiddetta “cardiomiopatia acromegalica”, caratterizzata da ipertrofia biventricolare concentrica, disfunzione diastolica e da un progressivo deterioramento della funzione sistolica fino allo scompenso cardiaco conclamato. Le valvulopatie e le aritmie sono state documentate altrettanto frequentemente nei pazienti acromegalici e possono contribuire al deterioramento della funzione cardiaca. Un controllo precoce dei livelli di GH ed IGF-I, ottenuto mediante terapia medica o chirurgica, unitamente ad un controllo ottimale dei fattori di rischio cardiovascolare, può condurre al miglioramento delle alterazioni cardiache e metaboliche, determinando una significativa riduzione dell’ipertrofia ventricolare sinistra ed un sensibile miglioramento della funzione cardiaca.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481